Proposte e ricerche Rivista storica fondata nel 1978
Proposte e ricerche

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Numero Q16
Titolo Paesaggio agrario delle Marche. Identità e prospettive
Anno 1994
Autori
    -
Curatori
Pagine 112
Editore ISSN: 2036-332X Proposte e ricerche
Prezzo 10,00
Abstract Sono raccolti in questo libro gli Atti del Convegno di Studio su "Paesaggio agrario. Identità e prospettive", organizzato dal Comune di Matelica, dalla Comunità Montana dell'Alto Esino e dall'Amministrazione Provinciale di Macerata, tenutosi a Matelica nell'Aula Magna della Facoltà di Medicina e Veterinaria dell'Università di Camerino, e svoltosi nei giorni 2 e 3 ottobre 1993. «[...] i paesaggi delle Marche sono paesaggi agrari, così come gli insediamenti sono tutti in qualche modo rurali, cioè strettamente collegati alla campagna, in una gerarchia che è 1'elemento caratterizzante dell' assetto territoriale di questa regione. [...] Fin dall'epoca romana il cardo e il decumanus delle città di nuova fondazione si proiettavano all'esterno delle mura, creando le maglie della centuriazione ancora nettamente visibili nell'area emiliana e che si vengono via via scoprendo anche in aree marchigiane, da Fano a Civitanova fino ad Amandola, cioè alla montagna. Queste maglie, griglia storica profonda impressa nell'assetto paesistico, sono il segno della matrice urbana del paesaggio e, non va dimenticato, esse determinano l'omogeneità strutturale tra paesaggi agrari ed insediamenti, due momenti apparentemente divaricati, in realtà convergenti. Questa eredità urbana è molto forte e si è conservata e consolidata nell'Italia centro-settentrionale, perché è stata rilanciata e riattivata tra XI e XIV secolo dalla civiltà comunale e ripresa, confermata e ribadita con segni ancora evidenti dagli Stati regionali, siano essi la Toscana granducale o il pluriregionale Stato Pontificio, a partire dal XVI secolo. In quest'area centrosettentrionale tutti i sistemi agrari, intendendo con questo termine il complesso dei rapporti intercorrenti tra proprietà, lavoro e tecniche, sono caratterizzati da una forte saldatura tra città e campagna, sia che si guardi alla "cascina padana" nel nord, sia che si guardi al podere mezzadrile prevalente nell'Italia centrale» [R. Paci]. «[...] in Italia le città medievali e l'incastellamento sono la chiave di lettura del territorio che, nel suo insieme e per quel che esso significa, è considerabile tanto più antico quanto più è frazionato in entità urbane provviste di contadi, con dipendenze suburbane come i castelli, le ville, i borghi ed i poderi [...]. Non è concepibile infatti la città senza territorio dal quale, oltre alle derrate alimentari, si traggono legnami, coloranti, fibre tessili vegetali ed animali, cuoio, pietre e argilla da lavorare, cera, miele ed alcuni minerali ferrosi e solforosi, nonché rendite private, imposte e tasse di pertinenza pubblica. [...] Nelle fasi economicamente espansive i territori urbani erodono foreste, selve, prati, paludi e territori altrui secondo la ben nota teoria dei "centramenti, decentramenti, ricentramenti", che vedono prevalere i più forti; nelle fasi recessive sono aggrediti da foreste che raggiungono le corone suburbane quasi isolando i centri di contado ed i monasteri già inglobati nelle loro giurisdizioni. [...] È l'uomo urbano che determina la struttura, i caratteri, la forma e l'aspetto del paesaggio agrario. Il contadino subisce il paesaggio, così come glielo impone in qualche modo la città, soprattutto nell'Italia centrale, ove il vero esperto, per altro, è proprio lui, il mezzadro, il quale deve tenere conto delle esigenze dell'autoconsumo e del mercato» [S. Anselmi].
Disponibilità Si
Tipo documento Quaderno
Articoli

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Economia e società nella storia dell’Italia centrale

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